Mauro Montacchiesi

Il richiamo di Maria Teresa Infante

Il richiamo

Maria Teresa Infante

Editore: L’Oceano nell’Anima

Collana: Icaro

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Personali e relative riflessioni di Mauro Montacchiesi

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“Instauratio facienda est ab imis fundamentis”

“Il rinnovamento va fatto dalle fondamenta più profonde”

(Francis Bacon-Filosofo inglese)

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MT si trova in una fase superna, estremamente dinamica della propria evoluzione, anche se, talora, avverte gli eventi della vita come “costrizione”! MT è coscienziosa, ma spesso ha (o sembra avere) una ripulsa dei meccanismi di questo mondo, in cui trova diverse interclusioni a riconoscersi. Sta imparando, obtorto collo, le implicazioni della realtà, stoicamente assumendosi funzioni ed obblighi che gli altri ricusano. In tutto ciò, nondimeno e per fortuna, è supportata dalle sue cospicue qualità ed energie psichiche e spirituali. Inquietudine, paura, angoscia della solitudine, l’hanno sovente fatta tornare sui propri passi, ma soltanto per prendere nuovo abbrivio, dinamico aire. Nonostante le avversità MT è rimasta ageminata di umanità e devozione ed è questo che, tuttora e sempre, alimenta la sua crescita globale, umana e spirituale, segnatamente da tempi recenti in poi, in un inarrestabile crescendo. Alterna periodi di estrema compassione a periodi in cui, per converso, è tentata di eclissarsi al cospetto del dolore e delle sue manifestazioni. Lo scorrere inesorabile del tempo, della vita, l’ha indotta a rendersi sempre più conto di essere ostaggio di ruoli assistenziali, divenuti per lei un’irrefutabile reclusione. Aiutare gli altri indiscriminatamente, anche se lo fa con genuino amore, non può non arrecarle un certo dolore ed una certa alienazione da sé stessa. E’ intuitiva e sognatrice, ma la chiave dello sviluppo spirituale le è offerta dall’autodisciplina e dall’ordine mentale. MT ha sofferto molto. Deve affrancarsi (o comunque contrastare) dalla lacerante emotività che ha contrassegnato il suo passato e dall’eccessiva compassione che le ha causato grande sofferenza. Mt è dotata di una grande, genotipica ambizione che, finora, non si è manifestata all’apogeo delle proprie potenzialità, in quanto frenata soprattutto da fattori esterni. MT dovrebbe adottare un po’ più di sano cinismo e lucido calcolo, onde catalizzare il suo comunque “inarrestabile crescendo”! Dovrebbe ascoltare “Il richiamo”. “Il richiamo della foresta” è il titolo di un noto romanzo di Jack London (in ingl. The call of the wild, 1903), divenuto proverbiale per indicare l’insorgere del primitivo istinto selvaggio nell’animale che si sia per qualche tempo accostato alla civiltà e all’uomo, e per traslato, la prepotente nostalgia che può sentire una persona di tornare a un modo di vita più libero e naturale. Ed è in questo traslato, in questa prepotente nostalgia che si può ipotizzare la scelta del titolo del romanzo “Il richiamo”, ovvero dall’istanza subliminale, ma ormai incoercibile, di un modo di vita più libera e naturale. Un alleggerimento, se non addirittura una dissipazione, delle sovrastrutture. Instauratio facienda est ab imis fundamentis! Faber est suae quisque fortunae! Lei stessa afferma:

“Se ho un viaggio nel cassetto? Non uno, ma mille, meglio abbondare. Alcuni li ho intrapresi da tempo e non so ancora dove mi porteranno; in fondo l’importante è partire; alcuni si sono arenati e chissà, ma difficilmente mi volto indietro. Credo che ciò che non è stato non lo sarà mai. Inoltre non ho un posto particolare che desideri visitare; mi sento a casa in ogni luogo”.

C’è un quid nichilista in “Credo che ciò che non è stato non lo sarà mai”, che sembra stridere con “in fondo l’importante è partire” e con l’universale più immanente de “Il richiamo”. Perché, dunque, non compiacere, non lasciare più spazio a questo catartico, pitagorico-platonico, odeporico anelito!? Il destino è il croupier, noi i giocatori!? Patente e vibrante è in lei il manicheismo partire-restare, con un’asimmetria a favore del secondo corno del dilemma. Per ora “Il richiamo” è Il Tavoliere! Il Suo Tavoliere! La Sua Terra! Nella simbologia onirica la “terra” assume diverse e variegate connotazioni. Un periodo di forte stress, di un segreto celato, la fine di un ciclo. Forte carica di energia e voglia di fare. Sicurezza e stabilità , ma soprattutto voglia di intraprendere nuove strade, nuovi inizi e nuovi progetti, un nuovo percorso di vita. Passione , energia , amore. Un periodo nel quale ci si sente pieni di idee e pieni di sentimenti che non vedono l’ora di uscire fuori. Il duro lavoro per ottenere qualcosa nell’ambito del lavoro , dell’amore o della vita in generale , con sudore e tenacia, in attesa dei frutti. Uno stato primordiale ed istintivo, il non riuscire ad esprimere i propri reali sentimenti ed istinti nella vita di tutti i giorni , presumibilmente costretti a comprimere ciò che si è realmente ed il bisogno di conservare il tutto “sotto terra”. La Terra di MT è il Suo Sud, compendiabile, come chiaramente si evince dal romanzo “Il richiamo”, nelle sinestesie cromatiche ed olfattive del Suo Tavoliere, che esplodono in ogni singola parola, mentre gradualmente ci si immerge, ci si identifica nella dimensione dei personaggi, dei luoghi, inducendo un’inderogabile analisi della soggettività umana e folklorica. La Letteratura che MT consacra alla Sua Terra è pura, istintiva, diretta, senza contorsioni. “Il richiamo” è icastico messaggio d’amore di MT, di cor unum con il Suo Tavoliere, fantasmagorico caleidoscopio di realtà montane e marine, di policrome realtà agresti, di antiche attività rurali in cammino, chissà, verso struggenti evanescenze. Il romanzo induce a speculazioni umane e psicologiche ed è volano di crescita culturale, segnatamente in ambito di scienze sociali, per quel che concerne l’originalità del Tavoliere e del suo preziosissimo scrigno storico-artistico. In questo romanzo c’è l’universale del Sud che passionalmente narra sé stesso! L’Ars Scribendi di MT è estetizzante, souple. Il suo magistero descrittivo fa vibrare tutti gli elementi musaici de “Il richiamo”, attingendo dalla sua inesauribile Fonte Castalia, pittorescamente reificandone i messaggi. “Il richiamo” è intarsiato di contrastanti sentimenti. Il richiamo della terra di origine, manicheo all’istanza della partenza. Oppure altre, semplici e soggettive, tensioni esistenzialiste. MT finemente minia un mundus minor, bilico di archetipiche fralezze e nel contempo dinamo di redenzione, di emancipazione, di incoercibile anelito di poter dogmatizzare “cogito, ergo sum”, inderogabile postulato per recitare la magna pars della propria vita. La sensibilità di MT, con cristallino fluire, conduce per mano il lettore, tra gli iridescenti meandri di un policromo universo di sentimenti e di umane vicende, fino a fargli sinesteticamente vedere, toccare, i personaggi ed i luoghi, in un mai scisso, bensì ibrido, orfico alone di poesia. Il Richiamo è un invito ad amare!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Published on e-Stories.org on 07.06.2017.

 

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