Nel giardino del tempo
Alla soglia estrema –
là dove il tempo si screpola e svanisce –
l’anima si smarrisce,
si sbigottisce,
come eco senza nome
che s’adagia nel respiro
di stelle dimenticate.
Il ricordo…
un riflesso screziato
di luce siderale,
nutre il flusso dell’essere,
vibrazione sospesa,
danza silente
tra le pieghe dell’invisibile.
Ho acceso i sogni.
Li ho lasciati correre,
oltre il limite,
oltre i muri caduti
di un mondo dismesso,
in un giardino Zen –
immobile e vivo –
dove il silenzio
parla come un dio dimenticato.
Lì, visioni limpide
ammantano l’aria,
e danze d’essenza
ondeggiano leggere
come luccicanti boemie
tra le ciglia della notte,
che non vuole morire.
Ma il dolore…
il dolore persiste,
ombra tenace
che si stende
oltre ogni confine,
mentre gli occhi serrati
vestono la paura
d’un velo sottile,
che trema al solo pensiero.
Eppure,
da quel nulla primigenio,
sorge un senso nuovo –
ignoto e familiare –
dove vite si sfiorano
come ali d’insetto,
e i destini evanescenti
si intrecciano
nella trama che ritorna,
che resta,
che plasma.
Prima di svanire.
In un oceano quieto,
in una culla di luce,
dove ogni eco si placa
nell’abbraccio
dell’eternità.
-
Haiku
Nel vuoto che culla
un sogno si disfa lento –
resta l’eternità.
Aforisma
"Quod est inferius est sicut quod est superius."
— Tabula Smaragdina
("Ciò che è in basso è come ciò che è in alto.")
Aforisma
"Post tenebras lux."
("Dopo le tenebre, la luce.")
– motto umanista e riformato
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Published on e-Stories.org on 24.09.2014.
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