Gabriele Zarotti

Sogno o son destro?







 

Ebbene sì,

lo ammetto:

spesso,

anche se non volentieri,

io odio.

 

In modo viscerale,

esplicito,

violento,

io odio.

 

Per giustizia.

 

Mai per  invidia, arroganza,

o puro tornaconto.

 

Lo riconosco: 

spesso,

anche se non volentieri,

io odio.

Odio di un odio

istintivo,

accecante,

conturbante,

annichilente.

Me ne vergogno

ma non mi pento.

 

Lo confesso: non son buonista.

Ma son anche ben lontano da essere un sepolcro,

né bianco né sbiancato.

Spesso,

anche se non volentieri,

io odio.

 

Per giustizia.

 

Odio l’arroganza,

l’ipocrisia

gli sgarbi,

le ingiurie

gli affronti,

gli abusi,

i soprusi

e massimamente le ingiustizie.

Quelle di ieri,

di oggi,

e di domani.

Quelle che devo subire

Quelle rivolte al prossimo

Quelle riservate al mondo.

Le odio tutte nello stesso modo.

Escluse quelle che vengono per caso,

dalla sorte.

 No, quelle no,

non hanno colpe,

sono in buona fede.

Odio unicamente

quelle inferte con subdola perfidia

dagli infami.

 

Io sogno. 

e non me ne faccio vanto,

di farmi giustizia  a viso aperto

in un oscuro androne,

al limitar del bosco,

o in una strada rischiarata da un lampione,

armato solo di parole

o,

se mai costretto,

d’ un fucile.

 

Odio la guerra,

ma odio  ancor di più le cattiverie,

le angherie,

le crudeltà

in tempo di pace.

 

Vostro onore,

io chiedo,

pretendo,

mi aspetto giustizia.

Se odiare  

per gli uomini

sta fra il peccato

e il sentimento nobile,

io sono un colpevole innocente,

 reo di nutrire un primitivo,

forse infantile,

e obnubilante

odio.

Si,

sono colpevole di abbeverarmi, all’occasione,

a quella  fonte

da cui sgorga  questo amabile veleno. 

Colpevole di berlo d’un sol fiato,  

ma solo per sete di giustizia.

Poi, passato il fortunale,

mi faccio forza

e cerco di mutarlo in rabbia pura,

 disprezzo

e infine

se mi riesce,

 indifferenza.

 

In ogni caso,

mi consenta l’ardire, vostro onore,

non crede 

che la prima responsabilità dell’odio

in questo caso

risieda  più nell’odiato 

che nell’odiatore?

E poi mi dica, in confidenza,

l’odio

è più di destra 

o di sinistra?

Come dice, vostro onore?

Thoreau e Gandhi,

ch’eran progressisti,

rifuggivano dalla violenza?

Ma forse  non odiavano anch’essi

di rimessa

in fondo ai loro cuori?

 

Comunque sia,

io non chiedo,

non imploro,

non pretendo clemenza per il fatto,

ci sta pure che con l’età sia diventato un po’ di destra,

perfino un poco matto!

Io chiedo soltanto  licenz

quando ci vuole,

di odiare.

Tanto mi basta.

Quanto al resto

lasci andare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

All rights belong to its author. It was published on e-Stories.org by demand of Gabriele Zarotti.
Published on e-Stories.org on 23.05.2020.

 

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